La cennella nel mito
Il nome Cinnamomum probabilmente deriva dalla parola ebraica qinnāmōn, ossia “legno dolce”. Il termine contemporaneo cannella, invece, significa “piccolo tubo” e fa riferimento alla caratteristica forma arrotolata della spezia in stecca.
I primi riferimenti scritti all’uso della cannella e della cassia compaiono nell’Antico Testamento. Nell’Esodo, Dio fornisce a Mosè precise istruzioni, tra le quali quella di acquistare mirra, cannella e cassia. Le due spezie erano dunque già entrambe conosciute e distinte in epoche molto antiche.
Le prime tracce storiche dell’uso della cannella risalgono all’Antico Egitto, circa 2000 anni prima di Cristo. Cannella e cassia venivano probabilmente trasportate dalla Cina (cassia), dal Sud-Est Asiatico e dallo Sri Lanka (cannella) verso il Madagascar, e da qui convogliate in Egitto. La preziosa corteccia veniva utilizzata principalmente come incenso o come spezia nei processi di imbalsamazione. Sebbene in molti casi le fonti non specifichino le spezie impiegate, mirra e cannella ricorrono con tale frequenza da suggerire un ruolo centrale. Rimane tuttavia poco chiaro se la “cannella” utilizzata fosse prevalentemente cassia di origine cinese oppure cannella vera proveniente dallo Sri Lanka.
Il segreto sull’origine della spezia venne mantenuto a lungo. Inizialmente furono gli stessi commercianti di spezie a non divulgarne la provenienza per assicurarsi il monopolio. Successivamente, quando il commercio passò nelle mani dei mercanti arabi, a partire dall’VIII secolo, venne avviato un vero e proprio processo di disinformazione. La diffusione di leggende sull’origine della cannella aveva lo scopo di proteggere le fonti di approvvigionamento e mantenere il controllo sui prezzi di vendita.
Di alcune di queste leggende parla Erodoto. Una narra che la cannella provenisse da una foresta situata attorno a un grande lago. Sulla cima degli alberi viveva un uccello mostruoso, simile a un drago, con un becco affilato come una scimitarra e artigli paragonabili alle spade dei saladini, che costruiva il proprio nido utilizzando rami di cannella. L’animale, tuttavia, non deponeva uova: grazie al battito delle ali incendiava il nido e si adagiava tra le fiamme, per poi riemergere rinato. Il mito fa chiaramente riferimento alla Fenice.
Un’altra leggenda, sempre riportata da Erodoto, racconta che la cassia crescesse sulle rive di un lago poco profondo, sorvegliato da migliaia di uccelli simili a pipistrelli, pronti ad attaccare chiunque tentasse di avvicinarsi. Per raccoglierla, i mercanti avrebbero dovuto proteggere corpo e volto avvolgendosi in pelli bovine.
La spezia giunse infine nel sud dell’Europa, dove divenne rapidamente una delle merci più ricercate. Furono probabilmente i Fenici, abili navigatori e intermediari commerciali, a introdurre cassia e cannella nella Grecia antica. In ambito greco il loro uso rimase prevalentemente limitato alla medicina e alla sfera religiosa. Nell’Impero Romano, invece, la cannella veniva bruciata durante i funerali, aggiunta all’olio delle lampade, impiegata in cosmetica, in cucina e nei rituali di fumigazione. Secondo la tradizione, l’imperatore Nerone bruciò metà delle riserve di cannella di tutta Roma durante il funerale della moglie Poppea.
Gli europei scoprirono i luoghi di coltivazione della cannella solo intorno al 1500, in seguito ai primi viaggi esplorativi verso l’Asia. Una volta individuato lo Sri Lanka come principale area di produzione, i Portoghesi invasero l’isola e vi stabilirono il loro monopolio commerciale. In seguito furono sconfitti dagli Olandesi, che a loro volta mantennero il controllo del commercio della spezia fino alla conquista inglese.
La cannella nella medicina
L’uso della cannella in ambito medico ha origine in Egitto, sebbene non siano giunte fino a noi molte testimonianze dettagliate. È tuttavia citata in alcune preparazioni destinate al trattamento delle ulcere gengivali e come rimedio per stimolare la crescita nei bambini.
In Grecia ebbe inizio una sistematizzazione più rigorosa delle erbe e delle spezie ad uso terapeutico. Diversi studiosi ne parlarono, tra cui Ippocrate, Pedanio Dioscoride e Galeno. Tra le proprietà curative attribuite all’estratto di cannella figuravano la capacità di lenire punture e morsi di insetti e altri animali velenosi, ridurre le infiammazioni di reni e intestino e favorire la digestione.
Il suo impiego come medicinale rimase più diffuso in Asia. Sia la medicina ayurvedica sia quella tradizionale cinese citano le potenti proprietà curative della cannella, distinguendole da quelle della cassia e considerandole non intercambiabili.